Installazione Sistema : Preparazione del disco fisso

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La prima cosa da fare per l’installazione del sistema è quella di preparare il disco fisso: nel caso abbiate un disco fisso intero da dedicare a Linux, molto di quanto descritto sotto non vi servirà; se invece avete un disco da dividere fra Linux e Windows, leggete con attenzione quanto segue.

In primo luogo, vediamo lo spazio che il sistema richiede: sebbene si riesca ad installare Linux anche su un 80Mb di disco, vale sempre la regola del “più ce n’è, meglio è!”: in un Gb si inizia a stare comodi, ma per un’installazione completa con la prospettiva di iniziare a lavorare e quindi ad occupare spazio, 2Gb sono molto meglio. Se avete a disposizione uno spazio libero più grande, non esitate comunque ad utilizzarlo.

Ricordiamo comunque che Linux ha bisogno anche di uno spazio di swap, ossia una partizione dedicata dove eseguire lo swapping della memoria, che normalmente i sistemi windows fanno in un file (Win386.swp): lo spazio per la partizione di swap può variare da pochi megabyte a qualche centinaio di megabyte. Una scelta ottimale può essere quella di creare una partizione di swap da 128 Mb, che in ogni caso farete fatica a saturare! Se comunque il vostro computer monta una buona quantità di RAM, potete rimpicciolire la partizione di swap fino anche a 32 Mb; questa scelta dipende sostanzialmente dallo spazio utilizzabile sul disco per questa partizione e dalla quantità di RAM montata sulla macchina, sebbene eccedere i 128 Mb sia spessissimo una scelta sconsigliata. Una nota per chi abbia una macchina con un grande quantitativo di ram (512 Mb e oltre): non fate la brutta scelta di non creare una piccola partizione di swap, piuttosto restringetela a 32 Mb.

Sistemato il discorso della RAM, passiamo alle partizioni da creare ed utilizzare per Linux: vale la pena in primo luogo specificare che Linux NON si installa su partizioni o, peggio, all’interno di una partizione Windows (sebbene esistano soluzioni che permettono di installare Linux all’interno di una normale partizione Ms-DOS, che ne rallenta enormemente le prestazioni), ma necessita di partizioni proprie: dimenticate quindi la FAT e iniziate a farvi “amico” il termine “ext2“. Altra cosa da ricordare è che Linux, a differenza di Windows, non necessita di una partizione primaria, ma può essere installato anche all’interno di una partizione estesa.

Delineati questi aspetti, occupiamoci più da vicino della creazione delle partizioni: nel caso abbiate un disco non utilizzato da altri sistemi, il problema sarà minimo poichè durante l’installazione vi verrà chiesto (e a volte consigliato) come volete che sia diviso il disco. Il problema maggiore si incontra quando si debba dividere un disco già utilizzato per un altro sistema: assumendo che vi sia spazio libero a sufficienza, le strade che si aprono sono due: utilizzare il sempre buono Partition Magic, che ha una licenza commerciale ed è a pagamento ma che permette di creare, ridefinire e ridimensionare partizioni con grande semplicità, oppure utilizzare un piccolo programmma distribuito con licenza GPL chiamato ‘fips‘ (e che ovviamente gira su sistemi windows!) che esegue lo stesso lavoro, sebbene non si presenti così intuitivo come il precedente. Vediamo quindi cosa occorre per lavorare con fips e come effettivamente lo si usa.

In primo luogo, accertatevi di avere spazio a sufficienza per l’installazione del nuovo sistema, tenendo in considerazione anche lo spazio di cui avrete bisogno per la partizione di swap.

A questo punto, dovrete eseguire la deframmentazione del disco se, dalla schermata di defrag, notate che alcuni dati sono contenuti alla fine del disco fisso: eseguire la deframmentazione serve a scrivere tutti i dati all’inizio del disco, in modo che la parte restante, rimasta libera, possa essere ripartizionata; nel caso ci siano infatti dei dati alla fine del disco, fips non vi lascerà procedere poichè, creando una o più nuove partizioni, quei dati sarebbero eliminati, rischiando che il vecchio sistema non venga più eseguito correttamente, visto che Windows ha la pessima mania di inserire dati nevralgici alla fine del disco. Una volta che non vi saranno più dati alla fine del disco, potrete procedere con il partizionamento.

Perchè fips non rischi di corrompere il sistema attualmente in uso, è necessario che Windows non sia in esecuzione: sarà quindi necessario eseguire la procedura di arresto del sistema e, invece di scegliere “Arresta il sistema”, selezionare l’opzione “Riavvia in modalità MS-DOS”. A questo punto sarà possibile eseguire fips, che troverete nei cd della vostra distribuzione, solitamente nella directory “boot” o “dosutils”; il consiglio è comunque quello di copiare l’eseguibile di fips in un floppy, visto che difficilmente dopo il riavvio in modalità DOS il lettore cdrom verrà riconosciuto.

Se non lo avete, fips è scaricabile da

 http://www.igd.fhg.de/~aschaefe/fips/fips.html.

Una volta lanciato, fips eseguirà una scansione dei dischi rigidi presenti nel sistema, chiedendovi in quale abbiate intenzione di agire; successivamente vi verrà chiesta la partizione che vorrete restringere: se la vostra macchina monta un solo disco e su questo è presente solamente una partizione, non dovrete segliere alcunchè ma solamente confermare, altrimenti scegliete la partizione più idonea. Scelta la partizione, si potrà decidere la nuova dimensione (e quindi restringerla) con i tasti freccia e confermare la scelta con il solito tasto invio.


Data conferma dell’operazione, fips andrà a modificare la “partition table” di cui abbiamo parlato nelle pagine precedenti, restringendo la partizione originaria e lasciandovi dello spazio vuoto e non assegnato sul disco. Il consiglio, a questo punto, è di non creare le partizioni partendo dal vecchio windows: al momento dell’installazione di Linux avrete la possibilità di creare in modo semplice tutte le partizioni di cui avrete bisogno.

Nel caso invece scegliate di creare una nuova partizione, terminata l’operazione di partizionamento il vostro disco ospiterà ovviamente una nuova partizione che verrà utilizzata per l’installazione di Linux. Se comunque, dopo aver ripartizionato, riavviaste Windows, in “Risorse del Computer” vedreste una nuova unità alla quale non riuscirete ad accedere, ed il buon sistema vi chiederebbe di formattarla!

Ovviamente formattarla in FAT (o NTFS) non avrebbe alcun senso, visto che andremo a breve a creare su tale spazio un nuovo filesystem!

Una volta fatto, da Windows sparirà la nuova unità “fantasma”, visto che questo non legge (almeno nativamente) le partizioni ext2.

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