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22 Ottobre 2020

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WINDOWS – Windows 10, l’ultimo aggiornamento può distruggere un SSD

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Nuovo bug scoperto in Windows 10 2004, cioè il famoso May Update che ancora molti utenti devono ricevere. Questa volta l’errore non impedisce di usare il computer o qualche periferica, né manda in crash il sistema operativo, ma non è comunque da sottovalutare.

Il bug consiste nel fatto che Windows 10 continua a chiedere all’utente di deframmentare l’hard disk, anche quando sul computer c’è un disco SSD che, come è noto, non va deframmentato. Ma non solo: anche se c’è un hard disk tradizionale Windows tenta di eseguire su di esso il comando Trim, che è invece un comando utilizzabile solo sugli SSD. Il tutto succede anche con una certa insistenza, tanto che alcuni utenti riportano che il sistema operativo li invita a lanciare la deframmentazione quasi ad ogni riavvio. La causa del problema è a dir poco banale, ma Microsoft non ha ancora corretto il bug: lo farà con un successivo aggiornamento, nel quale ci saranno anche le soluzioni ai tanti altri bug saltati fuori dopo il May Update.

Perché Windows vuole deframmentare il disco SSD

Il sistema operativo Windows 10 normalmente registra l’ultima ottimizzazione di ogni unità disco presente nel computer, per evitare che l’ottimizzazione venga lanciata troppo spesso causando un impatto prolungato sulle prestazioni del computer. A quanto pare, però, Windows 10 2004 non registra correttamente la data e l’ora dell’ultima ottimizzazione del disco e, di conseguenza, crede che il disco sia sempre da deframmentare. Ma non solo: Windows si dimentica anche del tipo di disco in uso sul computer, chiedendo la deframmentazione dei dischi SSD e lanciando il comando Trim sui dischi tradizionali.

Perché gli SSD non vanno deframmentati

Deframmentare un disco SSD non solo è inutile, ma persino potenzialmente dannoso. Questi dischi, infatti, sono in realtà delle schede di memoria con numerosi chip affiancati. I dati da scrivere vengono distribuiti su più chip possibile, al fine di massimizzare la velocità di scrittura e lettura dei dati (mentre un chip è impegnato a fornire un dato, gli altri dati arrivano da altri chip).

Deframmentare un disco significa “compattare” i dati tutti l’uno vicino all’altro, cosa effettivamente utile sui dischi a piattelli magnetici. Ma su un SSD no: le prestazioni in questo modo scendono, invece di salire. Ma non solo: ogni operazione di lettura e scrittura di un dato su un SDD rovina i chip di memoria, accorciandone la vita utile. Questo vuol dire che lanciare una deframmentazione su un SSD è dannoso due volte.

Come risolvere il problema.

Microsoft è già a conoscenza di questo problema e ha realizzato una patch che è stata rilasciata solo per la versione beta di Windows 10.

Di base, un SSD non andrebbe mai deframmentato, ma il tool di Windows 10 utilizza un sistema diverso di ottimizzazione per le unità SSD e per questo motivo è preferibile tenerlo attivato.

Windows 10, SSD a rischio: cosa succede. “Deframmenta e ottimizza unità” è un tool che in pochi conoscono all’interno di Windows 10, ma che in realtà svolge un ruolo fondamentale. Di base, un SSD non andrebbe mai deframmentato, ma il tool di Windows 10 utilizza un sistema diverso di ottimizzazione per le unità SSD e per questo motivo è preferibile tenerlo attivato.

È da notare che in questo modo il supporto per la versione 1803 andrà oltre la data di fine supporto della versione 1903, che è di un anno più recente. Le SKU Enterprise ed Education hanno di norma un anno aggiuntivo di supporto ufficiale, quindi il termine del supporto era previsto per il prossimo mese di novembre .  Di base, un SSD non andrebbe mai deframmentato, ma il tool di Windows 10 utilizza un sistema diverso di ottimizzazione per le unità SSD e per questo motivo è preferibile tenerlo attivato.
Nel caso in cui funzionasse correttamente. Invece, dopo l’aggiornamento a Windows 10 May 2020 Update, il tool suggerisce in continuazione di ottimizzare manualmente l’SSD anche se è già stato appena fatto.

Deframmentare il disco SSD non fa altro che danneggiarlo, fino a portarlo all’inutilizzo completo.

Un problema grave, soprattutto se sul disco sono presenti file importanti. Come risolvere il problema

Microsoft è già a conoscenza di questo problema e ha realizzato una patch che è stata rilasciata solo per la versione beta di Windows 10. Se i test daranno esito positivo, l’update con la fix sarà disponibile per tutti già nelle prossime settimane.

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