Comandi CMD per il prompt dei comandi di Windows

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I comandi della console di Windows sono cambiati con il tempo, infatti nelle versioni più recenti del sistema operativo gli utenti non possono più ricorrere ad alcuni di quelli soliti. Per risparmiarvi la fatica di dover testare quali funzionano e quali no, vi illustriamo di seguito quali comandi CMD si possono ancora utilizzare su Windows 10. Nelle tabelle descriviamo le funzioni dei singoli comandi e indichiamo su quale sistema operativo Microsoft sono ancora validi.

Come funziona una riga di comando?

La riga di comando (chiamata spesso anche console o terminale) è un’interfaccia testuale all’interno del sistema operativo dove gli utenti immettono comandi da dare allo stesso. In questo modo si possono ad esempio organizzare file, avviare programmi o eseguire altri comandi che riguardano il sistema operativo, il computer o anche la rete.

Nei sistemi operativi più datati (come MS-DOS) non era possibile utilizzare un’interfaccia grafica e spesso neanche il mouse, con il quale si sarebbe potuto navigare. Si dovevano invece digitare tutti i comandi per visualizzare sullo schermo le strutture delle cartelle in forma testuale. La riga di comando ha mantenuto la forma testuale anche dopo il passaggio a sistemi operativi grafici.

In generale la connessione tra sistema operativo e utente, indipendentemente che si tratti di un’interfaccia grafica (GUI = Graphical User Interface) o di una testuale (CLI= Command Line Interpreter), viene denominata shell. La Command Line Interpreter standard su Windows si chiama CMD.EXE. Oltre a questa esiste anche la PowerShell che offre ulteriori possibilità rispetto a CMD.EXE e permette di pianificare meglio le automatizzazioni.

Per questo motivo gli utenti possono creare script con il linguaggio di scripting di PowerShell.

N.B.

Molti comandi della console di Windows si basano su file batch, che sono essenzialmente dei file di testo (con estensione .bat o .cmd) che vengono eseguiti dalla riga di comando come lavoro in serie. Di solito si creano questi file per eseguire lavori di routine e avviare contemporaneamente anche altri programmi.

Excursus: l’evoluzione di CMD nel tempo

Con CMD si intende la shell a riga di comando dei sistemi operativi Windows. Inizialmente il prompt dei comandi era in uso su MS-DOS e sui sistemi Windows NT, quindi la sintassi si basava su command.com, un file che forniva la tipica interfaccia utente a riga di comando di questo sistema operativo, rimasto in uso su questo servizio. Si trattava principalmente di un’applicazione a 16 bit che elaborava file batch.

Con l’evolversi del sistema operativo CMD.EXE è stato trasformato in una console a 32 bit e sono state ampliate le sue funzioni. Da quel momento, quando avviato, il processo viene elencato nella Gestione attività Windows e si trova nella cartella System32 dell’unità C. Basandosi sempre sul linguaggio batch è diventato però necessario ricorrere ad altre soluzioni di scripting per stare al passo con le altre shell. Per questo è stato dapprima introdotto Windows Script Host con Windows 98, dismesso però già con Windows XP per via di diversi problemi di sicurezza.

Attualmente Microsoft ha deciso di implementare PowerShell, che presenta la tipica interfaccia a riga di comando e integra un linguaggio di scripting più sicuro, dotato di molte funzioni. Essendo in grado di svolgere gli stessi compiti questa shell sostituisce cmd.exe e Windows Script Host. Ma anche gli altri servizi sono tuttora supportati sui sistemi operativi Windows più recenti per motivi di retrocompatibilità.

Come si apre il prompt dei comandi?

Ci sono diversi modi per aprire la riga di comando su Windows. Quando si parla di prompt dei comandi ci si riferisce in senso stretto al programmaCMD.EXE. Trovate questo file eseguibile nella cartella di sistema di Windows. Se cliccate sul file con il tasto destro del mouse, Windows vi dà la possibilità di avviare il programma in veste di amministratore, se non disponete già dei permessi di accesso. Per accedere al programma più velocemente potete utilizzare la ricerca di Esplora risorse o il menu di esecuzione (Run). Quest’ultimo si può aprire su Windows 7, 8 e 10 tramite la combinazione di tasti Win+R. In seguito è sufficiente inserire nel campo di input “cmd” e premere il tasto OK.

Da molto tempo al prompt dei comandi è riservato un posto fisso nel menu Start. Su Windows 7 e Windows 10 trovate il programma nella cartella “Accessori”. Su Windows 8 Microsoft ha sostituito il menu Start con una schermata Start, ma anche là trovate il prompt dei comandi tra le app. In alternativa sia Windows 8 che Windows 10 offrono il menu Power User, costituito da riquadri. Potete aprirlo con la combinazione di tasti Win+X; in questo modo trovate il prompt dei comandi sia nella versione normale che nella variante da amministratore.

Come si inseriscono i comandi nel prompt dei comandi?

L’applicazione CMD funziona tramite comandi definiti che dovete digitare correttamente, altrimenti il prompt dei comandi non esegue l’incarico. Lo stesso vale anche per i parametri che collegate ai comandi. Potete così ampliare alcuni comandi tramite opzioni (ad esempio aggiungendo degli argomenti), che di solito vengono indicate con un simbolo meno (-), più (+) o con uno slash (/). Inoltre CMD consente di utilizzare i segnaposto. Per i cosiddetti caratteri jolly (“wildcard” in inglese) utilizzate l’asterisco (*) o il punto interrogativo (?). Mentre l’ultimo sostituisce un unico carattere (quindi una lettera, una cifra o un altro font), l’asterisco rappresenta molti caratteri qualsiasi.

N.B.

Quando date i comandi dovete anche lavorare con le indicazioni del percorso di cui avete bisogno per navigare tra le cartelle o per indicare delle posizioni esatte nei comandi. Per inserire i percorsi utilizzate il tasto backslash (\).

Alcuni comandi CMD si possono combinare tra di loro. Tramite la cosiddetta pipe viene valutato l’output del primo comando come input per il successivo.

Nel prompt i comandi vengono uniti tramite una linea verticale (|), chiamata anch’essa da molti erroneamente pipe, quando in realtà si tratta ufficialmente di una vertical bar. Le vertical bar immettono i dati da un comando all’altro:

  • comandoA | comandoB

Inoltre si può effettuare una redirection: qui l’output di un comando viene reindirizzato direttamente in un file (>) o anche il contenuto di un file di testo viene assimilato come input per il comando (<):

  • comando > file (output nel file)

  • comando < file (input dal file)

Infine i comandi della console di Windows si possono collegare eseguendoli direttamente uno dopo l’altro. Ciò si può regolare tramite una forma relativamente semplice (&) ma anche tramite due varianti più complesse. Così è possibile eseguire il secondo comando solo se il primo è andato a buon fine. Ma si può anche impostare l’esatto contrario, ovvero che il secondo comando venga eseguito solo se il primo non dovesse funzionare (||). Entrambe le opzioni possono essere anche combinate di modo che sia presente una catena di comandi disgiuntiva:

  • comandoA & comandoB (il secondo comando viene eseguito direttamente dopo il primo)

  • comandoA && comandoB (il secondo comando viene eseguito solo se il primo è andato a buon fine)

  • comandoA || comandoB (il secondo comando viene eseguito solo se il primo non è andato a buon fine)

  • comandoA && comandoB || comandoC (il secondo comando viene eseguito solo se il primo è andato a buon fine, altrimenti viene eseguito il terzo comando)

 Consiglio

Ogni comando ha una propria sintassi e opzioni personalizzate. Per evitare di impararli a memoria, CMD offre un comando di aiuto: tramite il comando help o /? ottenete informazioni su come comportarvi con ogni comando.

È inoltre utile il fatto che il prompt dei comandi si ricordi gli ultimi comandi CMD inseriti. Tramite i tasti freccia verso l’alto e verso il basso potete richiamare quanto avete immesso precedentemente. Ciò significa però che con questi tasti non potete più scorrere nella finestra CMD. Principalmente ciò avviene con il mouse, ma se preferite scorrere con la tastiera e siete pronti a rinunciare alla funzione di richiamare i comandi, potete eseguire la seguente impostazione: cliccate con il tasto destro del mouse nel prompt dei comandi e attivate l’opzione “barra di scorrimento”.

I comandi, i nomi dei file o i percorsi così come gli argomenti vengono separati gli uni dagli altri tramite spazio. Comunque nella maggior parte dei casi è irrilevante se utilizzate le minuscole o le maiuscole. Solo in alcuni casi è importante scrivere i parametri con lettere maiuscole o minuscole (di solito nel caso in cui due diversi parametri vengono abbreviati con le stesse lettere e si distinguono solo per l’utilizzo di maiuscole e minuscole).

Comandi CMD di Windows: una panoramica

Ci sono quasi 300 comandi per Windows e il predecessore MS-DOS: nel corso degli anni alcuni sono stati mantenuti, altri sono stati aggiunti nelle versioni più recenti di Windows e altri ancora sono stati eliminati o sostituiti. Nella nostra vasta lista vi spieghiamo le funzioni dei diversi comandi e in quale versione di Windows si possono eseguire. Così potete controllare velocemente se i comandi CMD che conoscete funzionano ancora anche su Windows 10. Per dare una maggiore chiarezza abbiamo suddiviso i comandi della console di Windows in quattro categorie: nozioni di basefilesistema e rete.

N.B.

Le indicazioni sul funzionamento nelle diverse versioni di Windows sono da considerarsi orientative. Infatti per alcuni comandi non è decisiva solo la versione di Windows, ma è anche importante in quali edizioni (Home, Pro, Server) li si vuole utilizzare. In alcuni casi dovete anche definire determinate impostazioni, di modo che i comandi funzionino. Inoltre per alcuni comandi CMD avete bisogno dei diritti di accesso come amministratore.

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